Guida: Come scegliere il camp di Muay Thai ideale

Guida: Come scegliere il camp di Muay Thai ideale

Cosa deve avere un camp per essere il camp “ideale” ?

Certo l’argomento pulizia del camp è cosa ormai nota a quasi tutti. I camp Thai tradizionali dove si prendono i funghi vengono ormai evitati da tutti.

I camp commerciali di Phuket, Samui e Pattaya grazie al gran lavoro di marketing ancora attirano magari chi va per la prima volta in Thailandia.

I camp di Bangkok che ospitano i migliori fighters Thailandesi devono essere presi ad esempio per quanto riguarda l’organizzazione, mentre quelli moderni per quanto riguarda la pulizia e accoglienza della struttura. Dopo vedremo come è organizzato un vero camp Thailandese che sforna campioni.

La domanda è: quale camp di Bangkok allena e segue un “Farang” allo stesso modo di un pugile Thai?

Nessuno, a meno che il farang non sia una ‘super star’, viva in Thailandia e combatta per il camp.

Insomma il ‘farang’, cioè TU, servi a coprire le spese del camp e a pagare lo stipendio degli allenatori che a te fanno fare 3 round di pao dicendoti “good, good…vely good  my fliend” e poi passano a lavorare sodo con i loro pugili Thai e ti mandano al sacco o a fare le tecniche in fila come potresti fare in una qualsiasi palestra in Occidente.

Come funziona, invece, un camp “serio”, quando ha dei combattenti da allenare per Lumpinee, Rajadamnern, Omnoi ecc? Insomma come si allenano i Nak Muay Thailandesi che sono parte della famiglia del camp, nonchè fonte di reddito?

Intanto, un camp gode di una squadra ben organizzata e affiatata che deve comprendere:

Un Ajarn (il maestro), che è il primo ad arrivare al camp e l’ultimo ad uscire! L’Ajarn sa chi deve combattere, quando e con chi e lavora in parallelo con il manager del camp. L’Ajarn organizza il ciclo di allenamento con il suo staff di allenatori e controlla che il fighter sia disciplinato e cura la sua preparazione spiegando ai trainer (allenatore) come fare, su cosa lavorare per il match in programma o per colmare le carenze tecniche riscontrate nel fighter. Spesso il lavoro e’ svolto a 3, infatti il trainer tiene i pao, lavora e fa lavorare l’atleta mentre l’Ajarn sta al centro del ring, segue da vicino e parla, urla, spiega e bastona (quando serve) il fighter e, perchè no, l’allenatore (se lo merita).

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L’Ajarn deve avere una visione globale di cosa accade al camp e deve seguire tutti, sia chi è ai pao che chi al sacco o altri esercizi. Inoltre, un camp ‘serio’ ha un programma di allenamento chiaro, stabilito dall’Ajarn. Solitamente il programma è chiaro in mente per i Thailandesi o a volte scritto su una lavagna in Thai. I camp di alto livello e anche moderni come il “7 Muay Thai” ad esempio hanno un programma illustrato da foto che spiega tutte le fasi dell’allenamento in maniera inequivocabile. Certo gli allenatori sono  sempre presenti e seguono tutte le fasi spiegando le tecniche dove necessario, anche 10 volte di seguito, con pazienza e devozione. Se è il caso chiedendo l’intervento dell’Ajarn.

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Gli allenatori devono essere dei professionisti e non un gruppo di alcolisti di notte e allenatori di giorno. Nei camp seri, alle 9 tutti i cellulari devono essere spenti, gli allenatori dormono e in alcuni camp come ad esempio il ‘7 Muay Thai’ gli alcolici sono vietati, pena l’espulsione dal camp.

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Ad ogni allenatore viene affidato uno o piu’ fighter e tra i due può nascere un buon rapporto che a volte aiuta ed altre no. Per questo è fondamentale la figura dell’Ajarn e del Manager sopra di lui. Perchè se l’alchimia tra fighter e allenatore non funziona allora si cambia. Alcuni fighter necessitano anche di cambiare allenatore perchè con uno per esempio perfezionano i tempi di lavoro e con un altro la tecnica. Dove serve, è utile anche un allenatore esperto di pugilato, se questo conosce la Muay Thai. Invece è controproducente avere allenatori di pugilato che non conoscono le dinamiche e i tempi della Muay Thai, perchè possono insegnare cose che seppur positive per la boxe, penalizzanti nella Muay Thai; essendo questi sport troppo lontani. Immaginate, ad esempio, il lavoro di spostamenti del tronco quando sotto ci sono le ginocchiate, esempio banale ma spesso ignorato da chi insegna la boxe “vera”.

Infine, l’aspetto psicologico: l’Ajarn e il Manager devono avere un rapporto giornaliero, schietto e aperto e mettere a propio agio i fighters al fine di comprendere le difficoltà, gli stati d’animo e tutto ciò che comprende la sfera umana, così fondamentale per un ottima resa sul ring. Un allenatore non è sufficiente a fare questo da solo, quindi e’ importante trovare un camp dove il fighter ha un rapporto con il manager, con l’Ajarn e poi con l’allenatore che sarà il compagno in quella strada che porterà al successo, che sia questo una vittoria o no, ma certamente una buona performance agonistica.

Un altro aspetto importante in un camp è il rapporto tra quanti Nak Muay e quanti amatori. Fondamentale è potersi allenare con chi da anni combatte con successo in Thailandia. Molti camp dividono le sessioni  dei pugili professionisti da quelli degli amatori, per esempio nel clinch, parte fondamentale dell’allenamento di MT, gli amatori vengono emarginati  durante allenamento del clich e dello sparring dei fighters. Questo priva di una parte importante dell’allenamento, perche’ senza allenare il clich con atleti forti, non diventerete mai tali. Lo stesso vale per lo sparring, che è doveroso fare con il vostro allenatore Thai e con tutti i fighters del camp, anche se campioni del mondo o del Lumpinee. A cosa serve aver fatto 12 ore di volo se poi devi fare sparring e clinch solo con gente del tuo livello?  Ovviamente il tutto va fatto nella massima sicurezza, con l’Ajarn che controlla che nessuno spinga troppo i colpi e che il lavoro sia fatto ai fini di imparare e non di ‘picchiare’, tanto per approfittare del “gap” di esperienza. Inoltre, e’ bene scegliere un camp dove è d’uso comune mettere conchiglia e paradenti, perche in moltissimi camp si fa il clich senza conchiglia e paradenti, quindi gli incidenti, seppure tenuti segreti, sono innumerevoli: denti saltati e testicoli infiammati sono all’ordine del giorno nei camp vecchio stile che non curano la sicurezza. Al ‘7 Muay Thai camp’, addirittura è obbligatorio mettere conchiglia e paradenti ed e’ consigliato uso di ginocchiere. Un altro incidente frequente avviene alle ginocchia durante il clinch e lo sparring. Se i campioni del camp usano le ginocchiere è più incentivante farlo per tutti, senza magari essere derisi come avviene nei camp Thai vecchio stile, che definirei ‘ignoranti’, in quanto ignorano la sicurezza degli atleti in allenamento.

Evitate poi assolutamente tutti i camp dove gli atleti usano flebo durante o dopo gli allenamenti per riprende le forze. Le flebo in vena fuori da una struttura sterile sono più pericolose per la vostra salute,di qualsiasi altra cosa. In quelle flebo c’è una soluzione ricostituente per il corpo, ma il probelma non è tanto quello che ce dentro ma l’ambiente non igenico in cui vengono somministrate.

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Insomma il consiglio che arriva da quasi tutti i Nak Muay che vivono da anni in Thailandia e quello di trovare un camp dove si faccia un lavoro di squadra, ben organizzato e in una struttura che offra attrezzature moderne e sicure. E che questo lavoro di squadra sia rivolto a tutti e non solo ai pugili del camp.  Spesso il ‘Nome’ del camp crea grandi aspettative, tuttavia e’ importante ricordarsi che i camp sono composti da persone, e spesso sono squadre fatte di persone ad aver costruito ad aver contribuito a fare grande il nome del camp. Il ‘nome’ del camp noto quindi può trarre in inganno, accertatevi invece che le persone di riferimento siano presenti al camp ancora e che la squadra sia sempre completa di: Manager, Ajarn, allenatori giovani e sani e atleti forti che combattono nei grandi stadi di Bangkok.

Spesso molti trainers (allenatori) bravi vanno 3 o 6 mesi ad insegnare in Cina, Singapore. Germania. Magari Voi pensate di trovarli e invece non trovate ne quel trainer e nemmeno un Ajarn in grado di affidarmi ad un’altro altrettanto bravo.  Quando prenotate accertatevi che ci sia all’arrivo un manager che può darvi garanzie, che vi affidi all’Ajarn e che vi seguano per tutto il periodo della vostra permanenza al camp. Il tutto in un ambiete comfortevole, minuziosamente pulito e magari immerso nella stupenda natura Thailandese. Cercate anche chi offre un alimentazione sana e adatta al lavoro fisico che fate, un camp che curi anche il menù evitando che nel cibo ci siano quelli che sono veleni per un fighter: zucchero (che abbonda nella cucina Thai), sale e MSG. Se poi siete combattenti e volete fare carriera, accertatevi che il Manager abbia i contatti utili a portarvi a combattere dove sognate.

Se invece volete solo allenarvi e perfezionarvi, accertatevi che siate trattati esattamente o anche meglio dei Nak Muay Thai. Quindi ricordate il vecchio detto “come spendi mangi” e quindi se volete spendere ‘meno’ otterrete ‘poco’, mentre se volete il massimo, scegliete il camp che vi assicura di tornare a casa migliorati e contenti dell’esperienza!

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Roberto Gallo Cassarino, nato a Torino (Italia) e di orgine Siciliana, autore di importanti articoli pubblicati sul blog; le sue guide hanno uno grande risonanza nel mondo della Muay Thai italiano e mondiale, essendo riuscito a spiegare e chiarire concetti molto complicati, quali il punteggio con cui vengono valutati i match di Muay Thai in Thailandia, ad esempio. Profondo conoscitore della Thailandia...Continua a leggere