Non solo Muay Thai: Srisaket Sor Rungvisai, il boxer thailandese che ha scioccato il mondo

Non solo Muay Thai: Srisaket Sor Rungvisai, il boxer thailandese che ha scioccato il mondo

La Thailandia non sforna campioni solo in combat sport dove bisogna incrociare le tibie. A ricordarcelo c’è un piccoletto, un certo Srisaket Sor Rungvisai, che dall’anonimato assoluto è riuscito a balzare, nell’arco di sei mesi, nelle top ten delle classifiche pound-4-pound della (western) boxe. La storia di Sor Rungvisai (cui vero nome è Wisaksil Wangek, scienza ardua quella dei nomi thailandesi n.d.r.) è da film hollywoodiano. Srisaket-Sor-Rungvisai_Muaylok-770x862 Nato in un paese sperduto del nord della Thailandia, famiglia poverissima, a soli 13 anni se ne va nella lontana Bangkok, a piedi, per cercare fortuna. Fortuna che gli si presenta sotto forma di lavoro di spazzino presso un centro commerciale. Una paga miserrima, le cene scroccata dal sacco dell’immondizia. Allo stesso tempo in palestra pratica Muay Thai, per poi passare, spinto dalla ragazza e dalla famiglia, alla boxe perché, gli dicono, più redditizia. <<Passare dalla Muay Thai alla boxe è complicato>> dice, <<sul ring devi concentrarti a non calciare l’avversario. E’ un discorso di memoria muscolare>>.  Al quinto incontro pro, un record da 1-3-1 e la prospettiva di carriera da ‘mestierante’, Sor Rungvisai decide: o la musica cambia, o basta col farsi male. E la musica cambia davvero. Diciassette vittorie consecutive e titolo mondiale WBC super mosca nel 2013. Un po’ di celebrità e qualche bel dollaro che non fanno certo male, ma la svolta del destino sembra durare poco. Perde infatti la cintura, nel suo primo incontro nel continente americano, contro il messicano Cuadras. Il ritorno nell’ombra in Thailandia, il curriculum sempre scartato quando fa domanda per entrare in polizia, <<il mio grande sogno, fin da quando sono bambino>>. Non si scoraggia, continua ad allenarsi, a confrontarsi spesso con sconosciuti, finché non gli si ripresenta la grande chance: un match al Madison Square Garden di New York valido per il mondiale WBC, proprio quello che aveva perso, contro il nicaraguense Roman “Chocolatito” Gonzalez, considerato da molti esperti come il migliore puond-4-pound. Pochi danno credito al thailandese contro Gonzalez, un campionissimo imbattuto dall’impressionante record di 46-0-0. Eppure il 18 Marzo 2017 accade l’imprevedibile. Roman-Gonzalez-vs.-Srisaket-Sor-Rungvisai-7Srisaket Sor Rungvisai batte per decisione maggioritaria Roman Gonzalez dopo 12 riprese serratissime. Si parla di “upset of the year”, di un verdetto ingiusto per Gonzalez, il quale aveva effettivamente piazzato più colpi, di qualche scorrettezza di troppo da parte di Sor Rungvisai (una testata che segna fin dai primi round il nicaraguense). <<Voglio immediatamente la rivincita. Quel titolo che mi appartiene>> grida Gonzalez ai microfoni, sentendosi derubato. E poco meno di sei mesi dopo, viene accontentato. Il 9 Settembre va in scena il rematch, la sfida che dovrebbe rimettere a posto le gerarchie. Anche stavolta tutti i pronostici sono per Gonzalez, che eppure sale sul ring con lo sguardo perso. L’esito è ancora più drammatico e spiazzante: Sor Rungvisai detronizza in quattro riprese Gonzalez, mandandolo KO e pure all’ospedale. <<Nel primo match mi ero preparato solo due mesi, stavolta quattro. Mi sono allenato appositamente per mandarlo al tappeto>> dichiara Sor Rungvisai.

Oggi Sor Rungvisai è finalmente un sergente di polizia, ma passa ovviamente gran parte del suo tempo in palestra, in attesa di tornare a calcare il ring. <<Non posso permettermi di trascurare questo sport che ha dato la possibilità a me e alla mia famiglia di uscire dalla povertà>>. Continua a vivere nella sua provincia di nascita, si è iscritto alla facoltà di Scienze Politiche. Pare non si sia dimenticato delle sue origini: il suo piatto preferito, dicono, continua ad essere il topo alla griglia.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *